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Come scegliere e progettare un Camino

 

Prima di acquistare un caminetto, è bene capire quale sia il fabbisogno termico di cui abbiamo bisogno per riscaldare adeguatamente la nostra abitazione.

Tale valore tuttavia non è un dato fisso ma è una variabile che va calcolata tenendo conto di diversi fattori: la dimensione della casa, calcolata in metri cubi; il livello di coibentazione dell’immobile (presenza di isolanti nelle pareti, doppi vetri eccetera) e le sue caratteristiche strutturali (soffitti molto alti, grandi porte finestre), nonché la fascia climatica di appartenenza (Nord, Centro o Sud).

 

Un’utile indicazione per il calcolo si può ottenere consultando la certificazione energetica dell’edificio. In mancanza di questo documento è possibile ottenere un calcolo approssimativo moltiplicando il totale dei metri cubi da riscaldare (metri quadrati x altezza dei soffitti) per un coefficiente termico che può oscillare da 25 a 40 kcal per metro cubo, a seconda delle condizioni termiche dell’abitazione e del suo posizionamento geografico.

Calcolando che ogni kcal corrisponde a 0,0012 kW(l’unità di misura della potenza termica) si può dedurre che un’abitazione di 80 metri quadrati, con soffitti a tre metri e isolamento termico medio (30 kcal/mc) avrà un fabbisogno di circa 7200 Kcal che equivalgono a 8,6 kW.

 

 

Gli attuali camini sono apparecchi altamente tecnologici che offrono prestazioni elevate, rinnovando l’antichissima tradizione e l’antico fascino della fiamma a vista, sia per quanto riguarda la potenza termica e il rendimento, che raggiungono ormai valori altissimi, sia per la parte estetica, con soluzioni di particolare pregio e addirittura su misura o personalizzate. L’aspetto del comfort non è da meno, con la possibilità di scegliere versioni ad alimentazione mista che permettono di programmarne il funzionamento, anche a distanza.
 
Sistemi così perfezionati dal punto di vista tecnologico consentono il controllo e l’ottimizzazione della combustione, non solo per ottenere il massimo rendimento, ma anche per ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera. Per questo oggi i camini possono essere considerati ecocompatibili. In più esistono anche i modelli che utilizzano biocombustibili invece di legna o pellet.  
 
 
Il fascino del focolare 
 
I camini conciliano estetica e praticità, facilità di manutenzione e risparmi in bolletta. Quelli di  nuova generazione, suddivisi in varie categorie di prodotti (a legna o pellet, termocamini ad aria o acqua) stanno diventando sempre di più anche una valida alternativa ai sistemi di riscaldamento più diffusi, oltre che una loro integrazione. Che si tratti di rimettere in funzione un vecchio focolare mal funzionante o di riscaldare un’abitazione su più livelli, un camino offre sempre la giusta soluzione.
 
È sempre necessario partire dall’utilizzo del camino e dalle prestazioni richieste. Con l’impiantista o con il rivenditore specializzato sarà poi semplice orientarsi sulla gamma di modelli che rispondono alle esigenze. Il rischio altrimenti è quello di sovradimensionare l’apparecchio rispetto alle effettive necessità o, al contrario, non ottenere le performance richieste.

 
 
 
IL CUORE DEL SISTEMA: il focolare. Due alternative
 
Il focolare è la parte “tecnica”, il luogo in cui avviene la combustione (e per questo chiamato anche camera di combustione). Di norma è rivestito in ghisa o in materiali refrattari, in grado di resistere a temperature superiori a 1.200 °C. In base alla tipologia, si dividono in: 


•    a focolare aperto – di grande valore estetico, hanno una funzione soprattutto decorativa; scaldano per convezione naturale e irraggiamento e consentono anche di cucinare sulla legna
•    a focolare chiuso – la fiamma è visibile, ma protetta da un vetro di sicurezza che all’esterno si mantiene freddo; funzionano esclusivamente a sportello chiuso e per questo garantiscono rendimenti termici maggiori rispetto ai modelli a focolare aperto. Possono riscaldare più stanze.

 


Una scelta ponderata
 
Per individuare il focolare adatto alle proprie esigenze si deve tenere conto di vari fattori:  

•     ampiezza dei locali da riscaldare;
•     presenza di un caminetto esistente;
•     necessità o meno di canalizzare l’aria calda per poter riscaldare ambienti adiacenti a quello in cui viene installato il caminetto; 
•     necessità o meno di dover utilizzare l’impianto dei termosifoni esistente o comunque di voler produrre acqua calda (sia per l’impianto dei caloriferi che sanitaria).

 


Quelli particolari: gli inserti
 

Un tipo particolare di focolare è l’inserto, utilizzato anche per recuperare camini vecchi o malfunzionanti: sono l’ideale quando si vuole coniugare l’estetica del camino con la praticità di utilizzo di un sistema di riscaldamento ad alte prestazioni.

 

• Di solito vengono consegnati premontati, in kit da collegare alla canna fumaria e alla presa d’aria. 
• Tramite la combustione generata all’interno del bruciatore, gli inserti producono aria calda che può essere diffusa anche nei locali adiacenti tramite appositi kit di canalizzazioni. La circolazione dell’aria può avvenire a convezione naturale o a ventilazione forzata. 
 
 
Come riscaldano
 
I focolari possono propagare il calore in tre modi:

 
Per irraggiamento: il calore, accumulato all’interno del camino, viene ceduto progressivamente all’ambiente attraverso il vetro o la bocca del focolare; vanno bene per abitazioni di piccole dimensioni.
Per convezione ad aria: il calore, propagato in modo naturale oppure forzatamente attraverso ventole, 
si diffonde omogeneo nelle stanze; è la soluzione ideale per ambienti di metrature medie come integrazione a un sistema di riscaldamento esistente.
Per convezione ad acqua: il calore si diffonde attraverso l’impianto idraulico, alimentando i termosifoni; è il sistema idoneo per abitazioni di grandi dimensioni oppure disposte su più livelli e questi modelli possono sostituire un impianto di riscaldamento classico, perché sono in grado di produrre anche acqua calda sanitaria.
 

 

 


LA CANNA FUMARIA
 
Ha il compito di convogliare all’esterno i fumi per effetto del cosiddetto “tiraggio”. I prodotti derivati dalla combustione, infatti, tendono a salire verso l’alto: la “depressione” prodotta all’interno della canna fumaria crea una colonna ascendente. Affinché ciò avvenga nel modo corretto e in sicurezza, la progettazione e l’installazione della canna fumaria devono essere eseguite a norma, da professionisti in grado di rilasciare, alla fine dei lavori, la certificazione di conformità alla normativa.
 
 
A NORMA

 

Per un perfetto tiraggio, il condotto deve essere dimensionato correttamente in base alle esigenze del camino. In linea generale, il criterio da seguire è il seguente: più è alta la canna fumaria, minore può essere il diametro, mentre tanto più elevata è la potenza nominale termica del camino maggiore deve essere la sezione della canna fumaria (norme UNI 7129, UNI 9615, UNI 10640 e UNI 10641).
 
 
Bene isolato

 

Il condotto deve inoltre essere protetto termicamente. I fumi prodotti dalla combustione, via via che salgono attraverso la canna fumaria, tendono a raffreddarsi e quindi a perdere quella differenza di pressione che consente loro di salire. Se ciò accade prima della fuoriuscita dal comignolo, i fumi tornano verso il basso, con il rischio di uscire dalla bocca del focolare, diventando pericolosi.
 
 
Requisiti tecnici
 
Oltre a garantire la tenuta dei prodotti della combustione il materiale costruttivo della canna fumaria deve essere totalmente impermeabile, adeguatamente isolato e coibentato in base alle condizioni di impiego e alla norma UNI 9615.

 

 

• Sono ideali i materiali refrattari, che sono resistenti alle alte temperature dei fumi e impermeabili ai gas.
• La parte esterna può essere realizzata per esempio con elementi prefabbricati vibrocompressi in conglomerato cementizio, montati in modo da formare una contro-canna; all’interno il rivestimento isolante può essere un materassino di lana di roccia. 
• Occorre prevedere uno sportello a chiusura ermetica per consentire di ispezionare l’interno della canna fumaria e per effettuare le operazioni di pulizia e di manutenzione.
 
 
In condominio
 
L’installazione di una canna fumaria privata all’interno di un condominio è possibile solo nei casi in cui:
• non ci siano specifici divieti contenuti nel regolamento condominiale;
•  l’uscita dei fumi avvenga sopra il tetto dell’edificio e alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente (DL 179/2012);
• vengano rispettate le distanze da balconi e finestre delle abitazioni vicine (UNI 7129);
• non si rechi pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza dell’edificio e non se ne alteri il decoro architettonico.
 
All’ultimo piano e in mansarda è più semplice nel rispetto delle condizioni sopra elencate, la soluzione più facilmente praticabile è l’installazione del camino all’ultimo piano dell’edificio, in presenza di un tetto praticabile, e in un sottotetto, uno spazio abitabile sempre più da prendere in considerazione. Gli oneri e le responsabilità sono a carico del singolo condomino. 
 
 
L’ISTALLAZIONE

 

Potendo decidere la posizione di una canna fumaria da realizzare ex novo, è meglio sistemarla il più possibile al centro dell’abitazione, evitando i muri perimetrali. L’andamento deve essere perfettamente verticale; se ciò non è possibile, è bene evitare strozzature e mantenere l’angolazione entro 30° o al massimo, nei casi limite, 45°. Il comignolo andrebbe posto a non meno di 50 cm dal colmo del tetto. 
 
 
Le regole da rispettare 

 

Ogni camino deve essere collegato a un proprio condotto di evacuazione, che possa scaricare i fumi nel punto più alto dell’edificio. A uso esclusivo deve essere anche il comigliolo e la presa d’aria esterna, da realizzare prima dell’installazione.
 
Uno dei vantaggi del focolare è la possibilità di programmarne l’attività e addirittura di impostare la temperatura, in base alla quale il funzionamento si regola in automatico.

 

 

PER RISCALDARE
 
Il vantaggio del camino è quello di poter riscaldare gli ambienti anche nei periodi in cui i caloriferi sono spenti. Alcuni focolari, però, possono fornire calore solo nella stanza in cui sono inseriti. Se si tratta di dover riscaldare abitazioni di grandi dimensioni, magari disposte su più livelli, la soluzione adatta sono i termocamini che, a seconda delle esigenze, possono integrare, ma anche sostituire la caldaia.
 
 
 
IL TERMOCAMINO
 
Evoluzione del caminetto classico, è in grado di riscaldare più di un ambiente, offrendo anche rendimenti termici più elevati. Può essere installato e collegato a un impianto di riscaldamento ad acqua esistente (a radiatori o con pannelli radianti), poiché è provvisto di uno scambiatore interno: l’acqua, passando nell’intercapedine del termocamino, dove c’è lo scambiatore, si riscalda e rientra in circolo nell’impianto generale della casa. 
 
 
Ad acqua o ad aria
 
Idro: collegato direttamente all’impianto di riscaldamento esistente, il termocamino produce acqua calda da destinare ai radiatori e, volendo, anche al circuito idrico-sanitario; può affiancarsi anche a pannelli solari-termici. 


Canalizzato: l’aria calda umidificata viene trasportata, tramite un sistema di canalizzazioni, in tutte le stanze, nelle quali si diffonde grazie a bocchettoni sulle pareti.
 

 
Gestione evoluta
 
I modelli più innovativi sono gestiti da una scheda elettronica in grado di ottimizzare il rendimento con basse emissioni. Il termocamino è autonomo: attraverso la centralina elettronica è possibile preimpostare tutte le funzioni. E anche gestire la quantità di combustibile: nei modelli combinati a pellet e a legna, quando la carica primaria (per esempio di legna) è terminata, l’altra (pellet) viene avviata in automatico.
 
 
 
INSTALLATO NEL PUNTO GIUSTO
 
Se si sta pensando di inserire un camino all’interno di un’abitazione in costruzione, è preferibile scegliere un locale centrale, in modo che sia possibile riscaldare facilmente – tramite canalizzazioni – tutte le stanze, soprattutto se la casa è su più livelli. Se invece si desidera installare il camino in un edificio esistente, la sua collocazione sarà vincolata alla posizione della canna fumaria. Il collegamento tra questi due elementi, infatti, è poco flessibile e regolato da norme rigide che tutelano la sicurezza durante l’utilizzo del camino. Ed è in base al percorso di tale condotto che variano le possibili disposizioni del focolare negli interni. Vediamo quali.
 
 
A PARETE al centro
 
È una situazione molto comune: la canna fumaria è a ridosso oppure all’interno del muro sul quale viene installato il camino. La posa è di facile esecuzione e consente il corretto raccordo alla canna fumaria. La posizione consente di completare il camino con elementi d’arredo di vario tipo: il rivestimento può proseguire includendo per esempio panche, mensole e vani a giorno.
 

 
 

 
FREESTANDING e anche sospeso
 
L’installazione del camino in posizione centrale, appoggiato a terra o sospeso, si può attuare solo se consentito dalla posizione del condotto fumario, tenendo conto che sono vietati tratti di collegamento orizzontali, mentre quelli curvi sono ammessi solo con un raggio non superiore a 45°.  Questo tipo di collocazione facilita la distribuzione omogenea del calore all’interno dell’ambiente. Alcuni modelli sospesi hanno il vantaggio di poter essere smontati durante la stagione estiva, recuperando così spazio.

 
 
 

  
D’ANGOLO: salvaspazio
 
Per la sistemazione del focolare si utilizzano due pareti. È una soluzione ideale per ambienti di dimensioni ridotte, in quanto lascia libero spazio sulle pareti laterali. Il volume della cappa è facilmente mimetizzabile all’interno di un volume in cartongesso di forma rotonda o poligonale. Anche in questo caso, l’intervento di raccordo del camino con la relativa canna fumaria è di semplice esecuzione.

 
 
 
 
 

 
A DUE O TRE FACCE è panoramico
 
Sono modelli incassati nella parete che divide due stanze, o un unico grande ambiente, oppure in una quinta o un “pilastro” centrale. Oltre ad avere una funzione divisoria, assumono un aspetto scenografico, in grado di caratterizzare molto l’arredo e gli interni in generale. Come per i modelli freestanding, va verificata preventivamente la possibilità del collegamento alla canna fumaria in quella posizione. I modelli bifacciali o passanti – ovvero con il focolare da parte a parte – utilizzano bracieri dotati di doppio vetro ceramico per consentire la visione della fiamma da entrambi i locali o comunque i lati. L’intercapedine tra le due pareti può essere sfruttata di fianco al focolare come libreria o nicchia portalegna. I trifacciali o a penisola sono indicati per dividere un ambiente in aree funzionali. La fiamma, messa in risalto dal vetro panoramico, può essere ammirata su più lati.

 
 

 

Rivestimenti: la “cornice” fa la differenza
 
Al di là dell’aspetto tecnologico e della sua funzione di riscaldamento, il camino, nell’estetica, è in grado di caratterizzare gli ambienti in cui viene inserito. Grande importanza assumono quindi lo stile e i materiali dei rivestimenti. Nella maggior parte dei casi le “cornici”, possono essere scelte indipendentemente dalla parte tecnica, cioè il focolare. Molte aziende producono infatti rivestimenti compatibili con diversi modelli di focolari, per arredare ogni ambiente. Acciaio, ceramica e pietra ricostruita, per esempio, sono materiali che si adattano bene ad ambienti contemporanei, mentre marmo e travertino risultano ideali in contesti classici.
 
 
 
Materiali: stile e prestazioni
 
Dal materiale dipende anche il rendimento del camino. L’acciaio garantisce ottimi livelli di resa termica, diminuendo le dispersioni energetiche e i consumi di combustibile. Varie le finiture: a specchio, satinata, ossidata, anticata.
La ghisa, utilizzata per monoblocchi scultorei o cornici essenziali, resiste bene alle alte temperature; in più cede il calore gradualmente negli ambienti circostanti, che permane per ore, anche a combustione finita.
Anche le pietre naturali sono buoni conduttori di calore; in alternativa ci sono anche quelle ricostruite, più leggere. Il marmo, grazie alla varietà di tipologie e di lavorazioni, è adattabile a diversi ambienti, anche abbinato a legno o metalli. 
I mattoni refrattari, tradizionali, resistono alle alte temperature e vengono utilizzati non solo per la cornice, ma anche per rivestire le pareti interne del focolare.

 
 

 

Soluzioni integrate e personalizzate
 
Molte aziende che producono caminetti offrono, accanto a un’ampia scelta di rivestimenti, anche un servizio di progettazione su misura, per chi desidera realizzare soluzioni particolari o ha vincoli di spazio. È possibile infatti inserire il camino all’interno di un progetto d’arredo più complesso che prevede mensole, vani a giorno, nicchie portalegna coordinate alla cornice oppure creare ex novo una struttura in cartongesso da rivestire e personalizzare a seconda delle proprie esigenze
 
 
 
Legna e pellet
 

La ricerca del sistema di riscaldamento ottimale passa attraverso l’analisi di numerosi fattori che variano da caso a caso, come abbiamo visto. Un aspetto comune è certamente la valutazione del rapporto costi/benefici. Quindi entra in gioco anche la scelta del combustibile adatto, che deve avvenire in base alla modalità e alla frequenza d’uso del focolare. È necessario quindi considerare:

 

• l’eventuale presenza in casa di un sistema di riscaldamento funzionante;
• le abitudini della famiglia e quanto tempo trascorre in casa;
• l’isolamento termico e l’esposizione solare dell’edificio.

 
 

 


 
Soluzioni IBRIDE
 
Esistono soluzioni in grado di utilizzare come combustibile sia il Pellet che la Legna come combustibile per il riscaldamento. Soluzioni del genere solitamente sono abbastanza ingombranti, ma sviluppano alte potenze per poter riscaldare grandi volumi.
Il passaggio da un combustibile ad un altro è quasi sempre automatico, conferendogli grandissima flessibilità nella scelta scelta del materiale da utilizzare per tenere al caldo la vostra casa.
 

 

 


 
I BIOCOMBUSTIBILI
 
Esistono termocamini che utilizzano altri combustibili: come mais, gusci di nocciola o di olive, segatura, ghiande, semi di girasole, sansa, fave, castagne, fagioli, grano. 
La scelta del biocombustibile va fatta anche in base alla reperibilità della materia prima e ai prezzi, che variano da zona a zona e in relazione al quantitativo acquistato. Il vantaggio economico aumenta se il biocombustibile è in grado di garantire un buon rendimento energetico. Il mais, per esempio, ha rese caloriche eccellenti (circa il 30% in più rispetto al pellet e il 50% rispetto alla legna).
 
Mais 
Potere calorico: 6.200 Kcal.
È un combustibile dall’eccellente resa termica, ma l’alto contenuto di grassi produce durante la combustione dure incrostazioni nei focolari e nei condotti delle stufe; è necessario miscelarlo con pellet o altri combustibili più secchi in percentuali variabili, dal 40 al 60%. 
 
Gusci di nocciola
Potere calorico: 3.800 Kcal.
Occupa circa il doppio del volume rispetto al pellet e anche la resa energetica è minore (circa il 13%). Ha il vantaggio del prezzo conveniente, ma è reperibile pochi mesi durante il corso dell’anno. 
 
Noccioli di olive
Potere calorico: 4.200/4.800 Kcal. Ottima resa termica, è un prodotto eguagliabile al legno, con il vantaggio di essere in grani e dunque con maggiore facilità di trasporto e stoccaggio. Ideale per caldaie a potenza limitata.

 

 

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